Postura e propriocezione

Che cos'è la propriocezione

La propriocezione è il “sesto senso” che permette al cervello di sapere dove sono e come si muovono le parti del corpo nello spazio, senza doverle guardare,  fondamentale per equilibrio, coordinazione e movimenti precisi (anche quelli degli occhi). È garantita dai recettori muscolari (particolarmente numerosi nei muscoli oculari), tendini e articolazioni che inviano costanti segnali al sistema nervoso centrale per regolare l’azione, mantenere l’equilibrio, muovere gli occhi in maniera precisa permettendo una lettura fluida, ecc. Funziona sempre in sinergia con gli altri sensi, formando un sistema chiamato sistema “posturale”. La propriocezione svolge un ruolo centrale in questo sistema perché informa costantemente il cervello sulla posizione degli altri organi di senso.
Il suo ruolo è riconosciuto in tre funzioni:
– regolazione della postura,
– determinazione della posizione spaziale delle informazioni sensoriali (visive, uditive, ecc.),
– partecipazione allo sviluppo armonioso delle percezioni sensoriali durante l’infanzia (anche quelle della bocca)
Quando la propriocezione non funziona correttamente, si verificano diversi gradi di disturbo.
Per esempio: disturbi del sonno, disturbi di attenzione, disfunzioni muscolari (di tutto il corpo, anche degli occhi), fatica a concentrarsi, goffaggine, scarsa coordinazione globale, dolori muscolari, scarsa coordinazione occhio-mano, mal di testa, mal d’auto, visione sfuocata.
Tramite una visita ortottica-posturale è possibile individuare se la causa dello squilibrio è causata dal recettore oculare, le maggiori cause sono:
– Difetti della refrazione non corretti con l’occhiale adatto (miopia, ipermetropia, astigmatismo, anisometropia (occhi con difetti di vista differenti)
– Disturbi legati all’alterazione della motilità oculare (strabismi)
– Disturbi legati all’alterazione della convergenza oculare

Il trattamento:

Dopo un’attenta diagnosi con la valutazione ortottica e l’esame in cicloplegia (le gocce), il trattamento dipende da caso a caso e può comprendere:

  • Prescrizioni di lenti correttive
  • Esercizi ortottici
  • Entrambi

Quanto dura il trattamento?

La durata del trattamento dipende dall’entità del deficit di convergenza e dall’età del paziente. Indicativamente sono necessarie un minimo di 5 ed un massimo di 10 sedute, solitamente 1 volta alla settimana per una durata di circa 30 minuti ognuna. Le sedute di terapia visiva sono passate dalla cassa malati di base.