Crosslinking
Cosa è l’intervento di Cross-linking?
È una nuova tecnica non invasiva che permette di bloccare l’avanzamento del cheratocono nei primi stadi della malattia, evitando così il trapianto di cornea.
L’intervento è consigliato a pazienti giovani con cheratocono evolutivo nei primi stadi della malattia e a pazienti adulti con cheratoconi progressivi.
Inizialmente il trattamento prevedeva solo cornee con spessori non inferiori a 400 micron. Attualmente, i protocolli sono stati aggiornati anche per le cornee ultra-sottili (pachimetria inferiore a 400 micron), con un protocollo di trattamento sviluppato appositamente per loro.
L’intervento non ha lo scopo di far tornare la vista normale senza occhiali o lenti correttive: il suo obiettivo è bloccare l’evoluzione della malattia e, in alcuni casi, permettere l’uso di lenti a contatto a pazienti che non riuscivano più a indossarle. In rari casi si è osservato anche un miglioramento del quadro refrattivo rispetto alla situazione iniziale.
Come si esegue l’intervento di Cross-Linking
- Non è necessario alcun ricovero e può essere eseguito durante tutto l’anno.
- Viene effettuato in una sola seduta, che può essere, se necessario, ripetuta nel tempo.
- Prevede un’abrasione corneale e l’installazione di vitamina B2 (riboflavina) in collirio sulla cornea, che viene poi sottoposta a un’irradiazione a basso dosaggio con raggi ultravioletti di tipo A (UVA).
- Grazie all’azione “aggregante” della vitamina B2, l’irradiazione con i raggi UVA provoca l’intreccio e il rinforzo degli strati superficiali e intermedi della cornea, rendendola più resistente.
- In diversi casi, oltre a bloccare lo sfiancamento corneale tipico del cheratocono, il trattamento si è dimostrato utile anche nel ridurre l’astigmatismo.
L’intervento di cross-linking corneale permette di rinforzare la struttura della cornea attraverso l’aumento dei legami tra le fibre di collagene (cross-linking), stabilizzando così la malattia e migliorando la funzionalità visiva nei casi selezionati.