DMEK
Trapianto endoteliale selettivo
- La DMEK (Descemet Membrane Endothelial Keratoplasty) rappresenta una forma avanzata di cheratoplastica lamellare posteriore. Si tratta di un trapianto isolato della membrana di Descemet insieme all’endotelio corneale, preservando il resto della cornea.
Aspetti anatomici della cornea
La cornea umana è composta da:
- Epitelio
- Spessore: 50–60 µm
- 5–6 strati cellulari
- Membrana di Bowman
- Stroma
- Spessore: circa 500 µm
- Fibrille di collagene organizzate in lamelle con cheratociti
- Membrana di Descemet
- Spessore: 10–12 µm
- Fibre collagene di tipo IV
- Endotelio
- Spessore: 4–6 µm
- Strato cellulare non capace di rigenerarsi
L’endotelio corneale ha la funzione di pompare acqua tramite l’attività della carbonidrasi, mantenendo la trasparenza della cornea.
Le cellule endoteliali sono numerose alla nascita (circa 5.000 cellule/mm²), ridotte a circa 3.000 cellule/mm² a 20 anni, e successivamente perdono circa lo 0,6% all’anno, arrivando a circa 2.500 cellule/mm² in età avanzata. Un endotelio sano potrebbe mantenere la cornea trasparente per oltre 215 anni. L’edema corneale compare quando il numero di cellule scende sotto le 500 cellule/mm².
Indicazioni delle DMEK
Il trapianto selettivo dell’endotelio e della membrana di Descemet è indicato soprattutto nelle patologie dello strato endoteliale, come:
- Distrofia endoteliale di Fuchs
- Cheratopatia bullosa pseudofachica
- Cheratopatia pseudoesfoliativa
- Endotelite da Herpes Simplex
Questa tecnica offre numerosi vantaggi rispetto alla cheratoplastica perforante completa, ma è possibile solo in assenza di cicatrici corneali subepitali o stromali.
I vantaggi della DMEK
- Rapido aumento dell’acuità visiva (giorni/settimane)
- Migliore acuità visiva finale (circa 0,8 dopo 1 anno)
- Riduzione del rischio di rigetto (15 volte inferiore rispetto alla cheratoplastica perforante)
- Assenza di complicazioni legate alle suture (astigmatismo, infezioni)
- Nessuna grave complicazione come emorragia espulsiva
La tecnica operatoria
- Preparazione del trapianto
- Separazione della membrana di Descemet con endotelio dalla cornea del donatore
- Trapanazione e colorazione per migliore visibilità
- La membrana viene aspirata in una cannuccia di vetro, pronta per l’impianto
- Preparazione dell’occhio del paziente
- Mantenimento della camera anteriore stabile
- Rimozione dell’endotelio e della membrana di Descemet danneggiati
- Inserimento del trapianto
- La membrana viene iniettata nella camera anteriore, centrata e fissata tramite aria o gas SF6 G8
- Per prevenire il glaucoma acuto, viene eseguita una iridotomia inferiore prima o durante l’intervento
- Post-operatorio
- Paziente sdraiato sulla schiena per 72 ore
- Monitoraggio della pressione intraoculare e dell’adesione del trapianto
- In caso di adesione insufficiente, si procede al rebubbling (iniezione di nuova bolla d’aria)
- Rimozione dei due punti corneali a 2 settimane
- Terapia post-operatoria: gocce antibiotiche (1 settimana), corticosteroidi e lubrificanti
- Non è necessaria immunosoppressione sistemica
- Controlli
- 2 settimane, 6 settimane, 1 anno post-intervento
- Successivamente, controlli annuali
- Dopo 6 settimane è possibile prescrivere occhiali provvisori
Complicazioni possibili
- Aumento della pressione intraoculare (glaucoma acuto)
- Distacco della membrana trapiantata
- Infezioni
- Rigetto della membrana (1%)
- Possibilità di reintervento
Nuovi sviluppi
- Alcune banche corneali forniscono membrane pre-tagliate (pre-cut tissue)
- Studi in corso sulla frequenza del rebubbling con aria o gas SF6
- L’intervento viene proposto sempre più precocemente per ottenere migliori risultati visivi